Esame neuropsicologico

Esame neuropsicologico

ESAME NEUROPSICOLOGICO

L’ esame valuta la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le prassie, le gnosie, le funzioni esecutive; consente di documentare formalmente gli effetti delle patologie cerebrali sul funzionamento cognitivo e sul comportamento. Le patologie cerebrali possono essere diffuse (degenerative, vascolari, infettive), oppure focali (ictus, traumi cranici, tumori cerebrali). E’ possibile valutare le abilità cognitive anche in assenza di una franca sofferenza cerebrale come nel caso dell’invecchiamento fisiologico, caratterizzato da rallentamento attentivo, calo di apprendimento e memoria, aumento dei tempi di reazione, rigidità cognitiva, vulnerabilità emotiva e depressione.
Mediante una sofisticata batteria di test è possibile identificare anche variazioni minime delle prestazioni cognitive.

 

IL REFERTO

contiene una dettagliata descrizione delle alterazioni riscontrate e riferimenti al possibile modello di compromissione cognitiva.

L’ANALISI DELLE ABILITÀ RESIDUE

offre indicazioni utili ai familiari e necessarie per avviare eventuali interventi di riabilitazione. E’ possibile ottenere un’analisi dei disturbi del comportamento conseguenti alle patologie cerebrali

VALUTAZIONE OGGETTIVA DEI DISTURBI COGNITIVI IN FUNZIONE DELL’EFFICACIA DELLE TERAPIE FARMACOLOGICHE O DEI TRATTAMENTI RIABILITATIVI

È l’applicazione dell’esame neuropsicologico agli studi clinici controllati per verificare se uno specifico quadro di deterioramento cognitivo si modifica dopo l’assunzione di terapie farmacologiche o di trattamenti riabilitativi. E’ un’attività che ho svolto  presso l’IRCCS “Lazzaro Spallanzani” di Roma per le linee di ricerca relative la valutazione delle performance cognitive dopo somministrazione di terapie con potenziali effetti di neuroprotezione. E’ un’attività che mi ha visto autore di pubblicazioni scientifiche internazionali. Attraverso l’analisi dell’esame neuropsicologico basale e di esami di follow-up, è possibile individuare modificazioni nel tempo del quadro di alterazione cognitiva; tale analisi risulta fondamentale nella valutazione oggettiva dell’efficacia dei trattamenti riabilitativi o dei trattamenti farmacologici. Oltre alla possibile applicazione agli studi clinici, è possibile applicare la metodologia al singolo paziente  per consentire alla persona, ai familiari e al medico un’oggettiva e precisa indicazione sull’andamento dei disturbi cognitivi.

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